Paolo, conti.
“Quel naso triste come una salita”, per dirla splendidamente con l’Avvocato di Asti, quello (lo scrivo con affetto) di Giuseppe Mungo, fino a ieri neo-Campione di Coppa Italia con il Fassina, oggi dimessosi per far posto a una nostra vecchia conoscenza, Rino Chillemi. Che strano mondo, quello del calcio a cinque, che dinamiche bizzarre. Sta di fatto, ladies and gentlemen, che questo Fassina, acefalo per poche ore e con il nuovo mister in testa da pochissimo, proprio sabato va a decidere ad Asti something about l’alta classifica, per poi confrontarsi con noi e con il San Giorgio, ancora vivi in una coda di classifica dove tira una mortifera aria di primavera già in saldo. Allora, un po’ di conti: quattro punti di vantaggio per noi sul San Giorgio. Se perdiamo con l’Hellas di Salomao , il San Giorgio poco ma sicuro che ci ritorna alle spalle a meno uno. Prossimo turno, pari difficoltà: noi a Conegliano, i marchigiani a Vicenza. Poi tocca a noi per l’ultima alla Spes con il Civitanova (penso facilina) e loro che ospitano il Fassina (vedi sopra). Che se dovessimo arrivare all’ultima giornata con un sol punto di vantaggio, abbiamo maggiori possibilità noi di far bene ad Imola ( pur in campo dannato per i nostri colori: mai mai vinto) che il quintetto di Pagana a casa di una Maran che cerca d’infilarsi nel novero play-off. Senza tener conto di Magione e Chieti, quattro e cinque punti avanti a noi, che nelle ultime due giornate hanno un calendario peggiore del nostro, e che nell’ultimo turno si affronteranno in casa dei teatini.
Fatti tanti conti, che te lo dico a fare, vincendo sabato con il Verona metteremmo un bel mezzo, quasi trequarti, di piedone nello spiraglio salvezza diretta. Dietrologie a portata di mano? Tipo: “Cosa sarebbe successo se….”. Contano poco. A mo’ di chiosa, ci viene in soccorso ancora il Conte Paolo: “Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti.”

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