Erba di casa mia.

Ninetto 27 ottobre 2016 2
Erba di casa mia.

Eccerto, si gioca sul duro. Quest’anno il gioco s’è fatto per alchimie federali di rara durezza. Non è l’erba, come per i cugini più vecchi del calcio: anche se lì si va sul sintetico, oramai, e allora evviva il nostro bel parquet. Parquet di casa mia, dunque. Quante ne hai vedute, e quante ne vedrai? Svoltato a Modo l’angolo della debacle di Vazzola, la considerazione che mi è venuta di fare, al telefono col paziente Da Poian, è stata quella che segue. Non siamo una squadra di scafati pivot, vampiri del gol assetati di sette, alto o basso. Quando segniamo, è tutta la squadra che segna. Bellissimo, no? Difficilissimo, pure. Facciamo gol sulle ali di un entusiasmo, di un sentimento condiviso. Stati d’animo, a volte, che passano veloci, che s’abbattono. E allora ho detto: caro il mio Dapo, stante quanto sopra, è in casa che possiamo costruire al momento la nostra salvezza. E lo so, cari miei, che rischio di andare  incontro ad una veloce smentita: il Mestre è una squadra che non ha proprio nessuna voglia di scherzare, per poco non faceva punti col Faventia….

Anche noi.

2 Comments »

  1. zanzibar 28 ottobre 2016 alle 4:14 pm - Reply

    Ben detto, Ninus!

  2. Ninetto 29 ottobre 2016 alle 8:42 am - Reply

    Grazie Zanzi.

Leave A Response »